Wislawa Szymborska, Sale: 3 immagini

Vorrei avere gli occhi di Wislawa Szymborska per osservare il mondo e intrappolarlo in una forma poetica. Per esempio, un correlativo oggettivo può spuntare dietro ogni angolo di un suo componimento riempiendo il lettore di meraviglia.

Come probabilmente sapete, La Gioia di Scrivere (ed. Adelphi) contiene tutte le sue poesie. È il volume che ho a casa e in questo articolo vi propongo tre immagini estratte dalla raccolta Sale, pubblicata nel 1962.

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Rivista Poesia: Ritsos, Gelman, Fernandez

La poesia è nemica del mio modo di esistere. Dà forma al come piuttosto che al cosa e punisce tutti quelli che, come me, vanno di fretta. Leggere una poesia al giorno è un esercizio spirituale, fortunatamente agevolato da diversi siti.

Tra questi c’è Rivista Poesia, che fino ai primi tre mesi del 2020 pubblicava online un brano quotidianamente (ora il periodico e la casa editrice sono stati inglobati da Feltrinelli e la poesia del giorno prosegue su Facebook).

Periodicamente pubblicherò sul sito quelle che mi colpiscono maggiormente. In questo articolo ci sono tre poesie, rispettivamente di Ghiannis Ritsos, Juan Gelman e Guillermo Fernandez.

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Nathalie Diaz, gli scorpioni e la luce

Ad un certo punto ho pensato di non scrivere nulla su Nathalie Diaz, poetessa Mojave nata in California. La sua scrittura e il repertorio di immagini che ti mette davanti agli occhi sono un mondo lontanissimo dal mio.

“Scorpioni di luce”, “ocelot intagliato in calcedonio”, “seno pianta di fico”: questi sono solo tre esempi di espressioni intagliate dentro una mitologia sconosciuta che non volevo sgualcire e banalizzare.

La mediazione che ho trovato con me stesso per non tenerla fuori è quella di riportare due minuscoli estratti, sempre tratti da Nuova Poesia Americana. Spero di poter leggere più cose in italiano di questa autrice.

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Robin Coste Lewis e i pezzi della dea Parvati

Robin Coste Lewis è fellow di Cave Canem, fondazione nata nel 1996 con l’obiettivo di dare maggiore spazio ai poeti afroamericani nel panorama letterario attuale (riparleremo di questa cosa organizzazione che ho appena scoperto).

Voyage of the Sable Venus: And Other Poems è la sua prima raccolta, vincitrice del National Book Award for Poetry nel 2015. Black Coffee ne ha portato in Italia un estratto, ambientato in India. Parla di donne, mandrie di bufali, montagne indiane e della dea Parvati (Robin Coste Lewis ha studiato anche storia delle religioni a Harvard, tra le altre cose).

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Layli Long Soldier, 38

Layli Long Soldier è una poetessa Siuox Oglala che, nella sua 38, usa l’analisi testuale per mettere in luce la grammatica violenta dei vincitori.

In questo modo, la poetessa dissotterra la storia dei 38 guerrieri Dakota giustiziati durante la guerra tra Stati Uniti e Dakota nel 1862 e la mostra con le parole dei vinti.

Anche lei è inedita in Italia e non la conosceremmo se non fosse per Nuova Poesia Americana.

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L’Etimologia di Robert Hass è una porta murata

I significati delle parole di Robert Hass sono tesi al massimo tra il letterale e il figurato. Ho dovuto rileggere più volte le stesse poesie perché stare dentro la semantica di (quello che ho letto di) questo autore richiede massima concentrazione.

Etimologia, per esempio, portata in Italia insieme a una manciata di altri brani di Robert Hass da Black Coffee: l’ho riletta diverse volte senza riuscire a placare la sensazione che qualcosa mi sfuggisse ancora.

È come se ci fosse una porta murata che non ho ancora riconosciuto al tatto.

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Tracy K. Smith, Pioverà domani…

Tracy K. Smith (anche lei tra i sei di Nuova Poesia Americana, volume 1) è folgorante per il modo in cui ti mette davanti a domande vecchie in una lingua sconosciuta. Pioverà domani, come è piovuto i giorni dopo la tua morte si trova in un punto a metà strada tra il dialogo e il soliloquio, un modo di parlare dei pazzi e di chi abita il lutto.

Conosco quel modo di comunicare con il vuoto, pieno di dolore, tipico dei sopravvissuti. Ecco la sua poesia

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Terrance Hayes, Lighthead

Lighthead scrive una guida alla galassia/Lighthead’s Guide to the Galaxy è una poesia di Terrance Hayes, la prima di una raccolta che ha vinto il National Book Award nel 2010. Nonostante ciò, nessuna delle sue poesie è stata pubblicata in Italiano. I primi testi tradotti arrivano grazie a Nuova Poesia Americana di Black Coffee.

La raccolta è curata da John Freeman, che dirige l’omonima rivista, e l’epidemiologo Damiano Abeni.

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