Furore: tempeste di polvere ed esodo dal South West

Furore, il capolavoro di John Steinbeck, racconta l’esodo a ovest di migliaia di mezzadri dal South West degli Stati Uniti verso la California, per lavorare come braccianti.

Sono gli anni Trenta, caratterizzati dalla Grande Depressione, dai trattori che sfrattano i contadini dai terreni che coltivano da decenni in regime di mezzadria e dalle tempeste di polvere, che rovinano i raccolti e rendono la terra non coltivabile.

Il romanzo è strutturato su due livelli. I capitoli dispari, brevi e con uno stile per certi versi epico, hanno come protagonista questa enorme massa di persone sconfitta dalla natura e dalla tecnologia che si sposta a ovest. I capitoli pari seguono invece le vicende di una specifica famiglia, i Joad, da quando abbandona i suoi acri di terreno in Oklahoma all’arrivo in California.

In questo articolo vi propongo il capitolo introduttivo di Furore, che mostra i campi del South West devastati dalle tempeste di polvere.

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Città Sommersa e il pericolo di un’unica storia

Torino è una città piena di cicatrici prodotte tra gli anni Settanta e Ottanta in mezzo a conflitti anche violenti. Oggi ci sono dei vinti e dei vincitori e la storia di quel periodo storico la raccontano spesso i secondi: le istituzioni che hanno sconfitto la lotta proletaria armata.

Città sommersa è il prodotto di “un atto di interesse” di Marta Barone nei confronti del padre Leonardo, condannato negli anni ottanta per partecipazione a banda armata e morto nel 2011. Mentre esplora la biografia frammentata del padre (che merita un approfondimento a parte), l’autrice ricostruisce una Torino degli Anni di Piombo molto più sfaccettata del ricordo che molti abitanti di questa città hanno ereditato e accettato.

Ovviamente il libro è molto più di una ricostruzione storica. Si potrebbe infatti dire che inciampa nella storia recente soprattutto per una contingenza emotiva. E questa è la sua forza rispetto ai saggi critici che affrontano quegli anni.

In questo articolo trovate due passaggi che smitizzano i “vincitori”.

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Ruggine Americana e la desolazione del Midwest

Ruggine Americana è il romanzo d’esordio di Philipp Meyer (una persona fuori dal comune) e parla di una fuga. Isaac, il più intelligente della città, e il suo amico Poe decidono di abbandonare Buell, un’immaginaria città decadente del Midwest. Tuttavia il loro viaggio si inceppa subito di fronte a un grosso ostacolo.

Il libro di Meyer parla di una generazione devastata dalla crisi (e la fine) dell’industria in questa regione degli Stati Uniti. Una prima protagonista infatti è l’acciaieria, chiusa nel 1987. Quindi il viaggio a ovest più che la ricerca di un sogno per Isaac si configura come la fuga da un incubo.

In questo senso, l’incipit prepara fin da subito il senso di desolazione che porta Isaac ad andarsene.

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L’incipit di A Sangue Freddo

A Sangue Freddo, di Truman Capote, è il racconto del massacro della famiglia Clutter, avvenuto a Holcomb in Kansas il 14 novembre del 1959. Questo libro è importante perché è considerato tra i primi se non il primo esempio di non-fiction, etichetta gigante che identifica le opere dedicate al racconto scientificamente accurato di fatti realmente accaduti

Non solo, questo romanzo è un sentiero alla ricerca delle cause che portano due ragazzi a sterminare quattro persone innocenti. Addentrandosi nel testo è impossibile non empatizzare con i due assassini, Dick e Perry, soprattutto con il secondo dei due.

Ma partire dall’inizio di A Sangue Freddo significa prima di tutto innamorarsi perdutamente della scrittura di Truman Capote. Ecco per esempio il primo paragrafo del libro, un ritratto evocativo della cittadina dove avviene la strage.

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Fredric Brown, gli alieni e la diversità

Una premessa, sto attingendo a piene mani dalla raccolta Le Meraviglie del Possibile, curata da Sergio Solmi e Carlo Fruttero.

Al suo interno ci sono 29 racconti di fantascienza, uno più bello dell’altro, e pressoché tutti i più grandi autori del genere sono rappresentati. Nella raccolta vengono sviluppati diversi temi: dalla tecnologia, agli alieni, passando per distopie di diverso tipo.

In questo articolo vi propongo un racconto molto breve e molto famoso di Fredric Brown, La Sentinella, e un estratto di un altra opera, Il Duello, sempre dello stesso autore. In entrambi gli alieni sono uno spunto per parlare di diversità.

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Storie Fantasy da un minuto su Instagram

Lande_di_oneira è uno scrittore/scrittrice che pubblica su Instagram dei fantasy brevissimi ed evocativi. Il suo format consiste in un post con alcune immagini (sempre meno di dieci, finora): la prima è la copertina del racconto, che viene riproposta come sfondo sfocato su cui compare la storia.

La brevità è una cosa bella, soprattutto quando è evocativa, come questo racconto in tre frasi di Thomas Bailey Aldrich

Una donna sta seduta sola in casa. Sa che nel mondo non c’è più nessuno: tutti gli altri esseri umani sono morti. Bussano alla porta.

Thomas B. Aldrich, Sola con la sua Anima, in Antologia della Letteratura Fantastica

Ora, siccome l’autore/autrice scrive sempre la stessa didascalia sotto ogni storia, Scorri per leggere il racconto e se la storia ti è piaciuta, condividila, incorporo qui quella che mi ha maggiormente colpito.

Il canto del mare è la storia di Mizu, sacerdotessa dell’acqua, e della sua voce.

Altre cose belle che ho letto online

Wattpad: Il deserto bianco

Wattpad è un social network di scrittori, quindi un luogo dove è possibile trovare cose davvero diverse tra loro:

Ovviamente, come tutti i fenomeni che hanno un effetto trasformativo sulla realtà (editoriale), Wattpad da un lato è considerato con un certo snobismo dai molti aspiranti scrittori a causa delle molte opere sgrammaticate, dall’altro alcuni pensano che possa essere un trampolino di lancio, anche solo per il successo che Anna Todd ha avuto con la saga After, nata proprio su questa piattaforma.

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I ragni in The Mist di Stephen King

Gli amanti dei ragni, probabilmente cresciuti a pane e Aragog, non hanno mai visto Aracnofobia quand’erano piccoli oppure non hanno mai letto The Mist di Stephen King (ed. Pickwick).

In particolare nel “racconto” dello scrittore americano, uscito per la prima volta in una raccolta chiamata Scheletri ma ora è anche venduto a parte, c’è una scena che mette i brividi.

Per chi non conoscesse il soggetto di The Mist: un giorno una coltre di nebbia ricopre interamente una cittadina statunitense. Al suo interno ci sono mostri di vario tipo che uccidono chiunque si trovi in uno spazio aperto. Il protagonista rimane incastrato dentro un supermercato insieme al figlio e altre persone e, ad un certo punto, decide di provare a raggiungere la farmacia dall’altra parte del parcheggio.

Inutile dire che non è una buona idea, come potete leggere in questo estratto dal libro

P.s.: Stephen King non solo è un autore geniale, ma ci fa anche capire che le parole scritte riescono ancora a prendere a schiaffi l’audio-visivo quando si impegnano. Al fondo trovate il pezzo di film corrispondente alla lettura.

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Wislawa Szymborska, Sale: 3 immagini

Vorrei avere gli occhi di Wislawa Szymborska per osservare il mondo e intrappolarlo in una forma poetica. Per esempio, un correlativo oggettivo può spuntare dietro ogni angolo di un suo componimento riempiendo il lettore di meraviglia.

Come probabilmente sapete, La Gioia di Scrivere (ed. Adelphi) contiene tutte le sue poesie. È il volume che ho a casa e in questo articolo vi propongo tre immagini estratte dalla raccolta Sale, pubblicata nel 1962.

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Rivista Poesia: Ritsos, Gelman, Fernandez

La poesia è nemica del mio modo di esistere. Dà forma al come piuttosto che al cosa e punisce tutti quelli che, come me, vanno di fretta. Leggere una poesia al giorno è un esercizio spirituale, fortunatamente agevolato da diversi siti.

Tra questi c’è Rivista Poesia, che fino ai primi tre mesi del 2020 pubblicava online un brano quotidianamente (ora il periodico e la casa editrice sono stati inglobati da Feltrinelli e la poesia del giorno prosegue su Facebook).

Periodicamente pubblicherò sul sito quelle che mi colpiscono maggiormente. In questo articolo ci sono tre poesie, rispettivamente di Ghiannis Ritsos, Juan Gelman e Guillermo Fernandez.

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