Long Tall Sally: nose art e Little Richard in Underworld

Long Tall Sally, una canzone di LIttle Richard che dà il nome alla prima parte di Underworld

Long Tall Sally è una canzone di Little Richard del 1957 evocata nella prima parte di Underworld. La prima parte del romanzo porta proprio il nome di questa canzone.

Il motivo è questo. Klara Sax, artista che sta ridipingendo vecchi aerei militari nel deserto, ad un tratto si sofferma su uno di essi, sulla cui fusoliera c’è il dipinto di una ragazza e il suo nome: Long Tall Sally.

È un’opera di nose art, ovvero un disegno realizzato con lo spray che permetteva agli aviatori di personalizzare la propria macchina.

Un esempio di nose art

Il riferimento all’aereo si trova in mezzo a una riflessione più ampia sul recentissimo passato rispetto al tempo del racconto: il 1992. L’Unione Sovietica non esiste più e il passato si materializza in dei rottami bellici, che l’opera di Klara Sax cerca di salvare.

Ecco il passaggio in cui la donna parla dell’aereo Long Tall Sally

Klara Sax, uno dei personaggi di Underworld, parla dell’aereo con sopra dipinta Long Tall Sally

Disse: – Alcuni degli aerei avevano segni distintivi dipinti sul muso, sul naso. Emblemi, insegne di reparto, figure, a volte, un animale mascotte che ringhia e sbava dalla bocca e dalle fauci. Fumetti meravigliosi, davvero. Nose art, la chiamano. E spesso sono figure di donne. Perché è tutta una questione di fortuna, giusto? La donna sexy dipinta sul naso è un talismano contro la morte. Potremmo esser tentati di relegare il tutto a un dimenticatoio per nostalgici ma in realtà gli uomini che pilotavano questi aerei… e qui si parla di livelli di massima vigilanza, di anticipazioni di pericolo a distanza, si parla di situazioni estreme… questi uomini, dicevo, secondo me vivevano in un mondo chiuso, circoscritto, con i suoi presagi e i suoi simboli particolari, ed erano molto giovani e arrapati per giunta. E un giorno mi capitò sotto gli occhi uno degli aerei più vecchi della formazione, molto segnato dal tempo, con un bel pezzo di nose art sbiadito e pieno di chiazze che ritraeva una giovane donna in gonna a balze e top con le bretelle. Era molto alta e molto bionda, aveva un paio di gambe straordinarie e teneva le mani sui fianchi in una posa che faceva molto aspirante pinup… però si capiva che non aveva la grinta per farcela… e sotto il dipinto c’era il suo nome a grandi lettere: Long Tall Sally. Mi piace questa ragazza, pensai, perché non è né un’amazzone né una donna angelicata o troppo idealizzata. Pensai ancora un po’ a lei e arrivai a questa conclusione: pensai, se anche dovremo passarle sopra una mano di vernice, e chissà, forse lo faremo o forse no, cercheremo in qualche modo di salvare il suo nome. La nostra opera porterà il suo nome, pensai, in ricordo di questa giovane donna, degli uomini che ne hanno dipinto l’immagine, e della canzone che li ha ispirati. La ricordo solo vagamente, la canzone. Ma una canzone c’era, e pensai che probabilmente all’origine c’era anche una Sally in carne e ossa da qualche parte nel mucchio. Una Sally che aveva ispirato il compositore della canzone, o il pittore o l’equipaggio che pilotava l’aereo. Forse faceva la cameriera in un bar di aviatori. O era la ragazza di qualcuno in una piccola città di provincia. O il primo amore di qualcun altro. Ma questa è una vita individuale. E io voglio che questa vita faccia parte del nostro progetto. Questo portafortuna, questo disegno contro la morte. Chiunque sia o fosse

Don DeLillo, Underworld (Einaudi)

Long Tall Sally di Little Richard

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