Tre orizzonti mozzafiato dentro due romanzi e un racconto

Un'alba a Tucson, uno dei tre orizzonti mozzafiato presenti in questo articolo

La descrizione dei paesaggi ha un peso fondamentale nella creazione di un’opera. Senza di essi, i personaggi danno l’impressione di vagare nel vuoto. Tuttavia, scrivere per immagini stereotipate è forse anche peggio. Per esempio, quanti batuffoli di nuvole si annidano in letteratura? E quanti cieli si tingono di rosa al tramonto?

In questo articolo trovate tre orizzonti mozzafiato creati da tre grandi autori statunitensi: un tardo pomeriggio di David Foster Wallace, un’alba di Don DeLillo e un tramonto di John Steinbeck.

David Foster Wallace, Per sempre lassù

Per sempre lassù è un racconto breve all’interno della raccolta Brevi interviste con uomini schifosi. In queste pagine uno ragazzino, nel giorno del suo tredicesimo compleanno, sale su un trampolino molto alto e (forse) si tuffa. Attorno alla piscina, dietro le montagne, si staglia un primo accenno di tramonto.

E al di là di tutto questo, arrossate da un tondo lento sole settembrino, ci sono le montagne, frastagliate, gli angoli aguzzi delle cime che scurendo si delineano contro una stanca luce rosso intenso. Contro il rosso che recede, le aguzze cime collegate formano una linea irta di punte, come un elettrocardiogramma del giorno che muore.

David Foster Wallace, Brevi interviste con uomini schifosi, Einaudi

Don DeLillo, Underworld

Nick regala a sua moglie Marian un viaggio in mongolfiera per il suo compleanno. Sospesi sul deserto tra Arizona, Texas e New Mexico, i due ammirano l’alba.

Marian mi si appoggiò contro e rise, guardando la superficie della terra che si allargava intorno a noi. Erano le prime luci dell’alba, un tremolio argentato ai bordi del deserto. A cento metri di altezza incontrammo un leggero vento da ovest che ci sospinse verso una mezza palpebra di sole. Ma non avevamo l’impressione di muoverci. Sembrava che fosse la terra a scivolare via sotto di noi, rivelando un gruppo di roulotte, un camion su una strada asfaltata verso sud.

Don DeLillo, Underworld, Einaudi

John Steinbeck, Furore

Steinbeck dipinge tutto il ciclo del sole fino al crepuscolo, accompagnando Tom Joad verso la sua vecchia casa e, successivamente, l’intera famiglia mentre si prepara ad abbandonare

Una grossa goccia di sole rosso indugiò sull’orizzonte, poi cadde e scomparve, e il cielo era luminoso nel punto dov’era scomparsa, e una nuvola lacera, come uno straccio insanguinato, pendeva sopra il punto dov’era scomparsa. E il crepuscolo cominciò a invadere il cielo da oriente, e il buio cominciò a invadere la terra da oriente. La stella della sera si accese luccicante nel crepuscolo.

John Steinbeck, Furore, Bompiani

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