Ammaniti, Anna: un romanzo distopico ambientato in Sicilia

la copertina di Anna, il libro di Niccolò Ammaniti

Anna è l’ultimo romanzo scritto da Niccolò Ammaniti, nel 2015. È una distopia popolata da ragazzini che si aggirano in una Sicilia post-apocalittica, in cui non ci sono adulti perché sono tutti morti a causa di un virus.

Ebbene sì, è proprio uno di quei romanzi figli di Il Signore delle Mosche, in cui teneri bambini diventano delle bestie assetate di sangue nel giro di poche settimane di assenza di parenti adulti. Tuttavia, al contrario dell’opera di Golding, questo libro possiede un’immediatezza che lo rende molto più divertente ed affascinante

Infatti, ad Ammaniti bastano i 3.500 caratteri iniziali per dare al lettore tutto ciò che gli serve per capire il mondo post-apocalittico di Anna, suo fratello e il cane feroce. Soffermatevi sull’incipit del bambino senza nome.

ammaniti-anna

la sicilia è bella da leggere anche dopo un’apocalisse

Un’altro aspetto meraviglioso del libro di Ammaniti è proprio la scelta di creare una distopia italiana. Un’alta mondi post apocalittici ad un certo punto ti fa vedere il faccione della Statua della Libertà staccato dal resto del corpo e accartocciato. Invece, fatevi suggestionare da questo paesaggio.

Lo scirocco aveva spinto le fiamme fino al mare e aveva lasciato dietro di sé un deserto. La striscia di asfalto dell’A29, che univa Palermo a Mazara del Vallo, tagliava in due una distesa morta da cui si sollevavano gli spunzoni anneriti delle palme e qualche pennacchio di fumo. A sinistra, oltre i resti di Castellammare del Golfo, uno spicchio di mare grigio si impastava con il cielo. A destra una fila di colline basse e scure galleggiavano sulla pianura come isole lontane.

la madre di anna: ossa e “il libro delle cose importanti”

L’ultimo estratto che vi propongo riguarda il rapporto tra Anna e la madre morta, forse una delle cose che funzionano meglio del libro. La donna esiste nel romanzo in due forme. La prima è “Il Libro delle cose importanti”, un manuale di sopravvivenza che ha scritto quando ha capito di essere sul punto di morire. La seconda sono le sue ossa, che Anna decide di conservare per averla ancora a fianco, inventando così un nuovo rito funebre. Buona lettura

anna_rito_funebre

Scarica Un nuovo rito funebre e L’incipit del bambino senza nome

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *